martedì 30 gennaio 2018

DIMMI COME MANGI...

Una cosa che non si può proprio vedere qui in Messico è la televisione. 
E lo dico senza pretendere che quella di qualsiasi altro paese sia migliore, Italia inclusa. Però ricordo di aver approcciato il tubo catodico già durante i due viaggi di ispezione lo scorso  gennaio e aprile, con grande scoramento, perché vi assicuro che non c'è assolutamente nulla di vagamente vedibile. Cose vecchie. Cose trash (peggio della De Filippi e ho detto tutto). O vecchio trash.  
Ci è capitato però qualche tempo fa di buttare un occhio su YouTube dal televisore, che aveva in primo piano la stagione appena conclusa di Master Chef Mexico, trasmessa da TV Azteca, canale di spicco paragonabile al nostro Canale 5, per popolarità e ascolti.

domenica 24 dicembre 2017

BIZZARRIE MESSICANE PARTE SECONDA

Ridere un po’ del paese che tanto cortesemente ci ospita non deve essere inteso male da chi legge, specie se messicano (dubito che ci siano messicani che leggono il mio blog, ma é così per dire). Mi piacerebbe molto poter fare lo stesso con la mia terra, o meglio ancora con Milano, la mia città, ma come è ovvio,  non si guarda con gli stessi occhi un paese, quando é il proprio. Ecco dunque che probabilmente delle cose che per me sono bizzarre, per i nostri amici chilangos sono normale amministrazione.

martedì 5 dicembre 2017

C'AVEVA RAGIONE NADA (sottotitolo: ma che freddo fa)

Quando ero bambina avevo (ed ho tutt'ora, in mano alle mie figlie) un bellissimo libro illustrato che si chiamava “C’era una volta” e raccontava di maghi, avventure e personaggi bizzarri. Una delle mie storie preferite si intitolava Un anellino da niente e raccontava di un certo Soldino che per via della sua generosità aveva in regalo dalla classica vecchiaccia che in realtà era una maga un anellino magico in grado di esaudire tutti i desideri. Soldino, che era un po’ un pistola, ad un certo punto della storia si sposava con una ragazza che, scoperte le virtù dell’anellino, se ne impossessava a tradimento e spediva Soldino in cima a una montagna. Con l’aiuto dei suoi fidi animaletti però, Soldino riusciva a recuperare l’anello e a rendere la pariglia alla moglie, mandandola con tutta la casa prima nella foresta più selvaggia, poi in Cina, per poi farla tornare indietro. 

mercoledì 22 novembre 2017

BIZZARRIE MESSICANE PARTE PRIMA

Il divertente di vivere all'estero è - tra le altre cose - apprendere abitudini e stili di vita che probabilmente come turista non si riescono a cogliere, non vivendone la quotidianità. Gradualmente si scoprono quindi cose che piacciono, altre che affascinano ed altre ancora che alle volte lasciano perplessi. Ora, mentre è abbastanza intuitivo comprendere che in Cina le perplessità fossero moltissime, in Messico tutto accade in modo più sottile perché se all'apparenza molto è “comune”, trattandosi di due culture, la italiana e la messicana, entrambe latine, molte consuetudini restano da digerire. Alcune fanno sorridere, altre invece possono dare un po’ sui nervi, specie se non si è particolarmente tolleranti.
Io non mi considero un’intollerante, altrimenti avrei continuato a vivere a Milano per tutta la vita. Però non nego che ci sono giorni in cui le diversità mi pesano, probabilmente a seconda delle ore di sonno, del famoso lato dal quale sono scesa dal letto o da chissà che altro.

martedì 14 novembre 2017

LA TUTOR

Ci deve essere qualcosa che mi sfugge qui in Messico.
Prima per un play date, prendo una bambina e vinco una tata.
Ora, prendo una tutor di matematica e a quanto pare vinco una bambina.
Cioè questa arriva e si porta dietro la figlia. 
E fin qui, passi. 
Nel senso che la mia solidarietà alle mamme che lavorano è totale ed incondizionata.

martedì 24 ottobre 2017

IL PLAY DATE

Giusto avevo appena finito di descrivere le mie fatiche di mamma alle prese con la routine messicana, che mi viene la brillante idea di organizzare un play date (pomeriggio di gioco, per chi mi stesse mandando al diavolo della serie “parla come magni”). Dicevo un play date ma doppio, cioè per entrambe le figlie, in modo da rendere tutte contente e al contempo togliermi la rottura di palle in una volta sola perché, come ho già avuto modo di sottolineare, qui le scuole non sono di quartiere, QUINDI non sono sotto casa, QUINDI, le compagne di scuola non vivono nei pressi e SICURAMENTE quelle che piacciono di più vivono agli antipodi. So già che mi aspetterà un pomeriggio pesante, quindi tanto vale metterci il carico da novanta così poi per un po’ sono a posto.

domenica 15 ottobre 2017

VAMOS AL COLEGIO!

Tornati alla nostra nuova routine, ci sarebbero diverse cose di cui vorrei parlare, ma aspetto di avere un po’ più di carne al fuoco. Nell'attesa, ne approfitto per fare un quadro della scuola delle mie bambine, premettendo che evidentemente non tutte le scuole messicane sono come la loro e che quindi questa è strettamente la mia opinione.
Tanto per cominciare in Messico la scuola si definisce colegio, parola che a noi tutti fa venire un po’ i brividi e ricorda un istituto correttivo e non un luogo particolarmente ameno. In particolare, questa scuola si chiama British American School e in effetti non ho ancora avuto il coraggio di chiedere alla direttrice il perché di questa scelta.
Ipotesi uno: è di matrice americana ma con la divisa all’inglese.
Ipotesi due: segue il modello inglese ma si mangia junk food.
Ipotesi tre: dovevate riempirvi la bocca con un nome altisonante.
Probabilmente un po’ di tutto.


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