lunedì 10 settembre 2018

MESSICANI PATENTATI

Lo scorso mese di giugno ho preso la patente messicana.
Avrei potuto farlo molto prima anche se in realtà fino ad ora non ne avevo sentito la necessità ed poi la sola automobile che abbiamo viene utilizzata dal coniuge. Diciamo che la patente è stata più che altro una scelta di sicurezza, di emergenza, nel caso in cui debba guidare in questo paese, cosa che - potendo - eviterei alla grandissima.
I fatti interessanti sono due: il primo è che per fare la conversione della patente in quanto straniera non ho bisogno di avere una patente. 
Il secondo è che nemmeno i messicani ritengono di avere bisogno della patente per guidare.

In questo paese la maggioranza della gente possiede una vettura ma non necessariamente un permesso per guidarla: pare infatti che a fronte di sei milioni di auto immatricolate nel Distretto Federale (la città vera e propria) ci sia solo un milione e mezzo di patenti. E questo ci fa intuire che qualcosa non torna.
Qui, se hai un’età tra i 15 ed i 18 anni e vuoi guidare, allora apparentemente hai bisogno di fare un esamino, che dà diritto ad un foglio provvisorio fino alla maggiore età. Se invece vuoi prende la patente da adulto, o anche solo a 18 anni e un giorno, allora l’esame non devi farlo più. Vai semplicemente in un ufficio, ti metti in coda, dai i tuoi dati, paghi il tuo importo e VOILA’. Fatto.
Il tutto senza sapere assolutamente nulla del codice della strada, delle nozioni base della meccanica di una vettura, di cartelli, precedenze, regole (regole?) e quant'altro. 
Qui in Messico si va a braccio.
Ecco perché molte volte la gente non prende nemmeno la patente. Ed ecco perché il governo di recente ha iniziato a fare parecchia promozione, nel tentativo di ridurre questa bizzarra forma di abusivismo, motivando come segue:
1. Se ti beccano senza patente vieni multato e teoricamente non puoi più guidare (teoricamente, eh)
2. Se non hai la patente non puoi usufruire di assistenza stradale o ambulanze (ma guarda)
3. La patente consente di poter stipulare l’assicurazione, utile  in caso di incidente o morte (testuali parole prese da un sito di presunta pubblica utilità)
4. Prendere la patente dà diritto a un sacco di informazioni su attrazioni turistiche e mete di vario tipo su tutto il territorio messicano (meglio del Touring Club)
Come a dire: dai, fai questo piccolo sforzo di metterti in regola, che poi ti riempio di brochure sui migliori tacos della zona.
Facile immaginarsi quindi come possa essere la guida da queste parti ed il perché io non mi strappi i capelli all'idea di ritrovarmi in mezzo alle strade locali, che oltre ad essere caotiche e congestionate, scoppiano pure di gente che non sa un fico secco delle regole della strada. Basti ricordare il simpatico tassista con il cagotto citato nel post precedente che, grondante di riconoscenza per averlo supportato nel momento del bisogno (quello grande), ha voluto a tutti i costi mostrarmi le sue capacità di autista imboccando almeno tre volte stradine contromano, oltre ad ignorare completamente l'abbinamento curva\freccia.
Stupisce però lo stesso che, a fronte di una mancanza totale di regole del buon senso, ci sia invece una precisione svizzera nella procedura per ottenere l’agognato foglio: acquisire la patente infatti è una faccenda rapidissima e (ma questo si era capito) richiede delle informazioni che nulla hanno a che fare con la guida. Servono in sostanza un documento di identità valido ed un attestato di residenza ricavabile da una qualsiasi bolletta, che però non deve essere necessariamente a proprio nome (quindi me ne sfugge totalmente il senso): come a dire, porto la bolletta della luce del mio compagno delle elementari e loro riportano quello come il mio indirizzo di residenza.
Vengono quindi richieste due informazioni salienti come lo stato civile e il gruppo sanguigno. Fatto ciò, pagati gli 800 pesos di routine e scattata la foto a denti stretti (ma almeno senza sputo sui capelli), nel giro di una quarantina di minuti si esce dall’ufficio della tesoreria, strizzato tra un sexy shop ed un negozio di astrologia nel centro commerciale più squallido che io abbia visto negli ultimi anni, con in mano una patente valida in tutto il Messico per i prossimi tre anni.
Pare però che la pacchia (o il rischio di morte, a seconda dei punti di vista) stia per finire, da quando cioè le pressioni di una attivista e promotrice di una campagna per la sicurezza stradale urbana hanno mobilitato a tal punto l’opinione pubblica da prevedere una modifica delle regole a partire da quest’estate.
Pare (si dice/si mormora) che dal mese di luglio tutte le nuove patenti (quindi non solo quelle dei minorenni, ma a maggior ragione anche dei maggiorenni e dei vecchi rincoglioniti) potranno essere acquisite previa esame teorico e pratico. E considerando che siamo in settembre e che nulla è cambiato la vedo dura.
Oltre al fatto che resta da vedere come la novità potrà essere gestita in concreto, considerando la costante tendenza alla mazzetta dei funzionari pubblici locali e la mancanza di certificazione delle scuole guida locali, al momento non più di una trentina, che su quasi nove milioni di abitanti del solo distretto federale sono un po’ pochine. 
E soprattutto temo ci vorranno anni prima di riuscire a trovarne beneficio nel traffico locale, che in molti casi è una esperienza di quelle da segnare nei propri annali, come la caccia a mani nude nella steppa artica o il bungee jumping dall’Empire State Building.




2 commenti:

  1. malgrado la recente esperienza tutto sommato un..bel taxi.Io avrei una paura tremenda a guidare tra questi"esperti". Niente in confronto a Shanghai!

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