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mercoledì 21 febbraio 2018

RUMORI

Una cosa che accomuna Città del Messico e Shanghai è il fatto che in entrambe queste metropoli la gente vive moltissimo la strada, diversamente da noi italiani, per esempio, che nelle grandi città (o almeno a Milano) difficilmente abbiamo luoghi di aggregazione all'aperto spontanei, a meno di essere spacciatori di crack. 
Qui invece, esattamente come in Cina, la vita si svolge molto all'aperto e non tanto per il caldo (dato che - come ho avuto modo di ribadire ampiamente - NON fa sempre caldo) ma piuttosto perché è un fatto di costume, nato anche perché per tanta gente la propria casa non è un luogo particolarmente accogliente, quindi ci si incontra in giro, si mangia fuori, si chiacchiera seduti sulle panchine, si portano i bambini a passeggio.  
Per questo motivo le strade sono molto vive e, di conseguenza, molto rumorose. E i rumori, ho scoperto gradualmente, sono anch'essi estremamente diversi da quelli cui ero abituata in Italia: alcuni sono innocui, altri piacevoli, altri ancora sono invece fastidiosissimi.

martedì 30 gennaio 2018

DIMMI COME MANGI...

Una cosa che non si può proprio vedere qui in Messico è la televisione. 
E lo dico senza pretendere che quella di qualsiasi altro paese sia migliore, Italia inclusa. Però ricordo di aver approcciato il tubo catodico già durante i due viaggi di ispezione lo scorso  gennaio e aprile, con grande scoramento, perché vi assicuro che non c'è assolutamente nulla di vagamente vedibile. Cose vecchie. Cose trash (peggio della De Filippi e ho detto tutto). O vecchio trash.  
Ci è capitato però qualche tempo fa di buttare un occhio su YouTube dal televisore, che aveva in primo piano la stagione appena conclusa di Master Chef Mexico, trasmessa da TV Azteca, canale di spicco paragonabile al nostro Canale 5, per popolarità e ascolti.

martedì 14 novembre 2017

LA TUTOR

Ci deve essere qualcosa che mi sfugge qui in Messico.
Prima per un play date, prendo una bambina e vinco una tata.
Ora, prendo una tutor di matematica e a quanto pare vinco una bambina.
Cioè questa arriva e si porta dietro la figlia. 
E fin qui, passi. 
Nel senso che la mia solidarietà alle mamme che lavorano è totale ed incondizionata.


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